La Barbera Sarda

Vitigno autoctono della Sardegna, diffuso in particolare nella parte centro-sud dell’isola. Vitigno antico dalle origini incerte, in passato erroneamente considerato sinonimo della ben più nota Barbera Piemontese, con la quale presenta alcune affinità morfologiche (foglia) e compositive (elevato livello di acidità fissa e Ph basso).

Recenti studi genetici (DNA) lo riconducono al variegato gruppo dei Bovali e Muristellu, tra cui anche il Cagnulari diffuso nel nord-ovest della Sardegna. Si tratta di un vasto gruppo genetico derivato da un’unica varietà, di possibile origine da domesticazione di vite selvatica del centro Sardegna.

Le prime citazioni sono dello studioso Cettolini a fine ‘800 che parla di Barbera Sarda nel Cagliaritano e nell’Iglesiente.

Segnalata localmente con nomi diversi da ricondurre comunque alla Barbera Sarda, qualche esempio: Bovaleddu di Escalaplano, Bovali mannu.

Similitudini genetiche sono state riscontrate anche in Spagna (Graciano) e Francia (Morrastel). 

Diverse e numerose, invece, le false attribuzioni, quali solo nell’isola: Bovale di Spagna, Nieddera, Niedda Manna

In campo è rustica, con una buona resistenza alle principali fitopatie e agli stress ambientali nelle varie e difficili condizioni pedo-climatiche dell’isola.

Produzioni per pianta medio-basse, per numero di grappoli contenuto e grappolo tendenzialmente piccolo.

Periodo di maturazione medio, intorno alla metà di settembre

Molto interessante per il contenuto alto di acidità fissa (per quelle che sono di norma le condizioni climatiche del territorio sardo), ricca in polifenoli, tannini e antociani (colore), caratteristiche che in passato venivano utilizzate per migliorare altri vini locali quali Cannonau e Monica, negli ultimi anni, si sta diffondendo invece un utilizzo in purezza con adeguati periodi di affinamento in legno e in bottiglia.    

Ha un’ottima attitudine e tenuta all’invecchiamento.

Le caratteristiche sensoriali del vino sono:

Colore rosso rubino o rosso cupo con riflessi violacei o tendenti al granato se l’invecchiamento è prolungato

All’olfatto il quadro aromatico è molto complesso con note floreali (rossa, viola), fruttate (ciliegia, frutti di bosco, prugna essiccata, speziate (pepe e liquirizia), caramellizzate (confettura/marmellata, caramello, affumicato), frutta secca e vegetali (fieno/paglia, tabacco)

In bocca, belle sensazioni, con una buona acidità in equilibrio con un’ottima struttura e presenza di tannini. Il retrogusto conferma e rafforza le sensazioni gusto-olfattive, ottima persistenza.

Il quadro aromatico strumentale conferma la buona presenza di composti terpenici. 

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