VINI SCORRETTI
Fedeli al vitigno e al territorio
Non ci mettiamo la faccia, ma l’anima. Perché è la nostra natura a venire fuori.
I Cinghiali
Arrivano quando la vigna tace.
Prima del sole. Prima del vento. Quando i filari sembrano trattenere il respiro.
Potano. Tralcio dopo tralcio, senza fretta e senza sbagliare. Si dice che ogni pianta riconosca le loro mani. Che il vino, alla fine, si ricordi di chi l’ha fatto crescere.
Nessuno sa da dove vengano. E nessuno li ha mai visti finire un filare — spariscono prima. Sempre.
Siamo i Perra. Facciamo vino a Quartu Sant’Elena, su cinque ettari di collina tra il Parco dei Sette Fratelli e il Golfo degli Angeli. Produciamo poco — ottomila bottiglie l’anno, alcune centinaia per i vini più rari. Quello che entra in bottiglia è tutto quello che abbiamo.
Li chiamiamo vini scorretti. Non per posa, ma semplicemepente perché non li corregge nessuno. Nessuna acidificazione, nessuna chiarifica, nessun legno che insegni al vino come deve sapere. Il vitigno parla. Noi stiamo zitti.



