Autoctoni
Custodi, non etichette.
Nel 2024 il Gruppo di Ricerca Ampelografica GRASPO ci ha inseriti tra i cento custodi raccontati in 100 Custodi per 100 Vitigni: una mappa nazionale dei vitigni italiani a rischio di sparire, e di chi si è preso la responsabilità di non farli sparire. Studi genetici recenti riconducono la Barbera Sarda al gruppo dei Bovali e del Muristellu, nati da un’unica vite selvatica del centro Sardegna. Non un’uva isolata, ma un ramo di una storia più lunga.
Non l’abbiamo cercato. Arriva dopo, come conseguenza di un lavoro che facevamo già, un vitigno alla volta.
Il vitigno Barbera Sarda
Non ha niente a che fare con quella piemontese, solo un nome in comune e un equivoco durato un secolo. Qui è un’altra vite, un’altra storia, un’acidità che non chiede scusa.
Il Vitigno Girò
Un rosso che nasce dolce e non se ne vergogna. La Sardegna lo beveva prima di sapere che un giorno qualcuno lo avrebbe definito raro.
Il Vitigno Cannonau
Il più conosciuto, il meno urgente da spiegare. Qui lo lasciamo fare quello che sa fare da solo da tremila anni.
Il Vitigno Vermentino
Il mare si sente prima di berlo. Non lo aggiungiamo noi, lo lascia il vento che arriva dal Golfo.
Il Vitigno Nuragus
Il più antico, il più sottovalutato. Cresceva già quando i nuraghi erano case, non rovine.
Non solo autoctoni
Non solo autoctoni
Nido di Corvo è la nostra sperimentazione: un blend di vitigni internazionali, con il Syrah come vitigno principe, fuori dal recinto degli autoctoni. Anche lì, la stessa regola, nessuna correzione, solo i vitigni sono li a dire la loro.