Autoctoni
Un vitigno con il nome sbagliato
La Barbera Sarda non ha niente a che fare con la Barbera piemontese. Il nome è un equivoco storico: nel 1889, l’enologo Sante Cettolini percorreva le campagne del Campidano e annotava ogni vite. Ne trovò una che i contadini chiamavano in molti modi — Bovaleddu, Bovali mannu, Nera di Escalaplano — e la battezzò Barbera Sarda per una vaga somiglianza nella foglia e nell’acidità.
Il nome prese piede. Il vitigno no.
Per quasi un secolo rimase uva da taglio: utile per dare corpo al Monica, colore al Cannonau, struttura ai blend più commerciali. L’operaia invisibile del vino sardo. Iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite solo nel 1971, senza una denominazione propria, senza un territorio che la reclamasse.
Il Vitigno Girò
Il Girò è un vitigno a bacca nera tra i più affascinanti della Sardegna, con radici iberiche e un carattere unico, profondamente legato al territorio del Campidano.
Il Vitigno Cannonau
Il Girò è un vitigno a bacca nera tra i più affascinanti della Sardegna, con radici iberiche e un carattere unico, profondamente legato al territorio del Campidano.
Il Vitigno Barbera Sarda
Il Girò è un vitigno a bacca nera tra i più affascinanti della Sardegna, con radici iberiche e un carattere unico, profondamente legato al territorio del Campidano.
Il Vitigno Vermentino
Il Girò è un vitigno a bacca nera tra i più affascinanti della Sardegna, con radici iberiche e un carattere unico, profondamente legato al territorio del Campidano.
Il Vitigno Nuragus
Il Girò è un vitigno a bacca nera tra i più affascinanti della Sardegna, con radici iberiche e un carattere unico, profondamente legato al territorio del Campidano.
Barbera Sarda
Come la vinifichiamo
Vendemmia a mano. Selezione rigorosa in campo. Fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata, con macerazione prolungata sulle bucce — circa 15 giorni — per estrarre struttura e complessità senza forzature. Nessun affinamento in legno.
La scelta di non usare barrique non è un posizionamento ideologico. È una decisione tecnica: la Barbera Sarda ha una freschezza aromatica e una mineralità che il legno coprirebbe invece di valorizzare. Il vino che ne risulta è diretto, con tannini fitti ma vellutati, acidità viva e un finale sapido che riporta alla terra da cui viene.
Produciamo circa 500 bottiglie per annata. Non è un limite tecnico.